
In effetti, in questa sezione non sono la macchina fotografica e il suo obiettivo a parlare, ma la fantasia e il sogno, talvolta l’allucinazione. Ci si muove in un campo minato, in cui gli oggetti smettono di essere quello che sono normalmente, e prendono direzioni diverse, inconsuete, assumono caratteristiche nuove, nuove apparenze, nuovi significati.





Solo uno sguardo superficiale puo` credere
alla rassicurante stabilita` delle convenzioni: chi riesce a superare l’ottusa
inerzia delle apparenze, sa che l’alterazione, l’onirico, l’assurdo
possono dirci molto di piu` sulla invisibile struttura del vero, sullo spigoloso
scheletro della realtà`, quello che sta nascosto, acquattato sotto l’impermeabile
pelle delle cose, e da solo regge tutto il complesso castello di carte in cui ci
muoviamo.
(c. reger)
" Chewing-eyes "
pron: Chungay
(only for nostalgic people)
( LN n° 29 - feb 2004)

" News from the world "
( LN n° 25 - feb 2003)