

II tavola della " Trilogia dell'Innominabile"

" Quis est iste qui venit ? "

Incisioni.
Vale a dire segni tracciati a forza su una lastra di metallo, graffi
minuscoli fatti con punte di acciaio, bulini, vecchie puntine da grammofono,
oppure corrose dal mordente, incise dall’inquietudine chimica dell’acido.
Lastre inchiostrate e stampate a mano, una per una, utilizzando un torchio
calcografico costruito con pezzi meccanici di recupero, frutto piu` della
fantasia che della tecnica.
Acqueforti, acquetinte, puntasecche e vernis mou , realizzate a loro modo
in negativo, come le pellicole fotografiche, cioe` disegnate au
contraire, sulla matrice, per poter ritrovare il verso giusto solo alla
fine, sul foglio della stampa. Tecniche assolutamente artigianali, molto piu`
vicine alla magica inventiva di Gutenberg che alle moderne tecniche digitali.
Le incisioni presenti in queste pagine fanno parte del volume intitolato
" Variazioni per la mano sinistra" (1996), in cui erano
abbinati incisioni e racconti.
I racconti, almeno quelli vi sono stati risparmiati.
Quanto alle incisioni, piu` d’uno mi ha fatto notare che, oltre che
enigmatiche, esse risultano alquanto tenebrose. Come dire ..: nient’affatto allegre.
In effetti e` vero. E potrei farmene quasi una colpa, se non fosse che
" L'
incertezza è più dura del granito
ed ha
una massiccia gravitazione.
Sbrigati - dice Filli - allunga il passo.
e in
effetti su lei nulla gravita.




" Noi perdiamo i nostri sogni,
e quando li ritroviamo
non sappiamo più decifrarli."
Peter Weir - 'The last Wave' - 1977

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Lost & Least ©
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