...siamo coloro che sono andati, 
ostaggi, di volta in volta, 
dell'irripetibilità dell'attimo,
della scintilla che ha impresso la lastra,
dell'esperienza tutta
che ha odore, gusto, forma,
della formula chimica che lavora
e reagisce nel fondo dell'iride.
 

Fuori le case si sciolgono in cenere, tacciono cani per strada.
Il terreno rigurgita sale mentre la presa di tabacco
brucia ancora, giù dentro gli occhi.
L'assenza ha preso domicilio in questi luoghi di tempo e spazio: annusa le carte,
s'infila tra i rami, si confida muta ai tavoli dei bar. Sorveglia la trasparenza
degli oggetti, li sposta, poi di colpo pare accompagnarli sulla ruota
nell'immobile corsa del roditore. 

... siamo coloro che non hanno più visto:
la barca sul pelo dell'acqua,
cenere e fumo in un quarto di sfera.

Siamo tutto ciò che siamo stati.

Assenze

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La stanza è umida, cigola il letto come galeone in tempesta.
L'insonnia ha scavato trincee nel fondo di questa memoria.
Fuori, di la dalla finestra, sull'acqua qualcosa si muove, riprende un
percorso lasciato da anni. La voce è un'eco partita da un tempo distratto e
smanioso d'andare.
                               Chi si sazierà di questo digiuno?

 

 

 

Scivoliamo lungo i muri, lontano dagli specchi, per evitare allo sguardo
la vertigine dell'assenza.
Restiamo come lepre inchiodata dai fari nella notte
a misurare la distanza che ci separa dalle auto in corsa,
dal buio che le segue.

Siamo l'uno e l'altra,
colui che ha riposto la giacca e colui che l'indossa come fosse un
travestimento da baraccone;
siamo attesa e impazienza,
contraenti d'una istanza di sopravvivenza e ambulanti d'accatto.
Restiamo monologo là dove si era conversazione... 

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11 Assenze.jpg (306157 byte)"Grigio d'acqua 3"  - serge  2002

      "Nobody home"  - serge  2002
"L'Habanera"  - serge 1998

Perché colui che ora apprende il sole e la luna
Del latte di sua madre possa fare ritorno
Prima che le labbra avvampino e fioriscano
Alla stanza sanguinante della nascita
Dietro l'osso di scricciolo
Del muro e ammutolisca
E il ventre
che generò
Per
Tutti gli
Uomini l'adorata
luce infantile o
L'abbagliante prigione
Si spalanchi al suo arrivo.
In nome di tutti i dissoluti
Smarriti sopra il monte inbattezzato
Nel centro delle tenebre io lo prego.


                                            "Poesie"    Dylan  Thomas
"Enough"  - serge  2002
"Grigio d'acqua 1"  - serge  2002
"Grigio d'acqua 2"  - serge 2002

 

"Khe Sanh" - serge 2002
"Scarpe Diem" - serge 2003

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"La Storia siamo noi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

     Nobody Home:
 
  Assenze

 

> clip

 

 

 

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fotografie & testi: serge grande Ó
(
Canon EOS 300 - 2002/3 )

 

"The Long Road" - serge 1998

INFLAZIONE A WEIMAR

Ho combattuto in Eritrea sul dorso sudato della sabbia,
sfamato una cavalcatura dal morso stretto
perché una più grande non mi ha reso suo cibo, né sale;
ho parlato Swahili a Cracovia
difeso ad oltranza un avamposto senza retroguardia.
Interdetto dai pubblici uffici
conobbi un cieco che parlava di Suez senza averla mai vista.
Consumato come pietra d'India da armi bianche,
fui lupo, partigiano, ombra lunga e obliqua ridosso il chekpoint,
negro di Pretoria.
Auguri con mani di sangue hanno letto le mie:
lo specchio si gonfiava di luce
la casa matta era muta:
fermo entrai nel tuo pallido volto.
Ho visto spruzzi d'acqua come dardi,
legiferato alle prime luci dell'alba;
ho mangiato e bevuto il tuo Dio
dopo le due parole portoghesi,
ho calpestato il Malecòn.

Difficile è avere un dentro,
un fuori,
ogni altro alcunché
se manca del tutto
il quando.

Tratto da  "A cera persa"   - serge grande (2001)

"Vuoto a rendere" - serge 2002